Archive for category Senza categoria
Rileggendo…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 31 gennaio 2004
i commenti ad un post (April is…) di mics, mi è venuta spontanea la riflessione sulla diversità del ricordo di un fatto lontano nel tempo da parte di chi quel fatto l’ha vissuto insieme. Spesso mi accade di ricordare con un mio compagno di classe del Liceo-compagno di banco, fra l’altro- certi avvenimenti o certe lezioni. Molte volte le immagini affiorano simili, addirittura ci si ricorda le parole dette, le proprie e le altrui. Altre invece le visioni sono differenti ed ognuno si sforza di convincere l’altro della propria verità . E questo perché non abbiamo mai una rappresentazione oggettiva della realtà , ma una soggettiva, condizionata dalle nostre mille esperienze registrate nella memoria. Due mondi separati, e distinti. E’ proprio vero che il mondo della realtà è reale e il mondo della mente non è reale! Sarà un’affermazione banale, ma questo è quanto mi è venuto in mente dopo la visione, ieri sera, della “Montagna sacra” di Jodorowski. Terza o quarta volta che lo vedo. Film delirante e visionario che si conclude con una specie di presa in giro “ma questa vita è realtà ? No è un film” . Zoom indietro. Altra citazione dal film (del 1973, ma per alcuni versi attualissimo): “Sappiamo che la gente vuole essere apprezzata non per quello che èma per quello che sembra”.
Francesco
Agli amici ***enni
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 30 gennaio 2004
che tipo di studenti eravate?
Francesco
A scuola, assemblea d’Istituto
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 30 gennaio 2004
Ieri c’è stata assemblea d’Istituto, e fra i vari discorsi s’è sentito quello di uno dei leader, che auspicava una scuola formativa, aperta alle esigenze dei giovani e stimolatrice di un senso critico. Applausi. Conoscendo il tipo, perché è un mio studente, so che parla con sincerità : lo vedo attento, accanito lettore, curioso, con un leggero pregiudizio nei confronti dell’utilità del latino. So che se discutiamo su qualche problema è abbastanza preparato ed è capace di argomentare le sue idee. In classe ne ho altri così, ma non sono certo tutti e non a tutti interessa una scuola che sviluppi il loro senso critico. Guardo intorno a me i quasi ottocento studenti che partecipano all’assemblea, mai così affollata. E penso ad una macroclasse in cui si moltiplicano i casi della mia: quelli di cui sopra, e gli altri. Cioè quelli che studiano solo perchè devono (ed è già qualcosa, qualcuno potrebbe obiettare), quelli che non sanno studiare e si limitano a fare i pappagalli perchè credono che questo sia ciò che interessa al professore (e in alcuni casi hanno ragione, visto che c’è qualcuno che dispensa nove e dieci solo perché ripete a memoria ciò che è scritto sul libro o sul quaderno degli appunti), quelli che scaldano i banchi, refrattari ad ogni input. Eppure, la quasi totalità uscirà dal Liceo, moltissimi frequenteranno l’Università , molti diventeranno stimati professionisti, molti prenderanno altre strade. Insomma tutti diventeranno imprenditori di se stessi. Ma avranno quel senso critico di cui parlava il mio studente? Cos’è¨ cambiato da quando ero studente io, che sentivo dire le stesse cose? Molti miei compagni di allora, che criticavo per la loro totale assenza di senso critico, incapaci di fare un ragionamento che non fosse basato sul calcio o sulle macchine, oggi sono validi medici o commercialisti o ingegneri: trovandoli e parlandoci assieme, poco è cambiato. Sembravano vacui allora, adesso si sono riempiti un po’ di ciccia. E basta. Non tutti, certo. Qualcuno è cambiato in meglio. Per lo meno si può fare un discorso serio. E i ragazzi di oggi sono uguali. Non vedo differenza, e non credo che ce ne sia mai stata. Mi rifiuto di dire che erano migliori i ragazzi di allora, e mi arrabbio quando lo sento dire. C’è un po’ più di superficialità , questo sì, e forse qualche colpa l’abbiamo anche noi.
Francesco
Poche notizie, oggi
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 29 gennaio 2004
Sono riuscito, grazie alle indicazioni di un’amica di blog, a creare un link ai commenti. E’ già qualcosa. Forse più tardi riuscirò a fare qualcos’altro…Riprendo e ci lavoro un po’…
Prove di collegamento a un post mio di ottobre e a un post di op-log Matteo. Chiedo cortesemente ai visitatori di dirmi se i collegamenti funzionano, grazie.
Francesco
Mics mi scrive…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 28 gennaio 2004
…nel commento al post di questa mattina : “Conosciamo tutti le (solite) distorsioni degli articoli – sui giornali non c’è la realtà , ce n’è una versione. “Ciò che mi dà fastidio, in tutto questo (non nel commento, ma nel fatto che mi è accaduto) è che si dà ragione a quel tale che quando parla -e i giornalisti citano- si lamenta di essere sempre frainteso. Comunque, nel mio caso, il giornalista che ha raccolto le opinioni dei ragazzi coinvolti (fra l’altro, ha attribuito loro un’espressione che dalle loro bocche, -me testimone- non è uscita) e che ha citato “fra virgolette” il mio pensiero, non aveva uno straccio di registratore o di blocnotes su cui riportare le parole, quindi le ha citate “a memoria”, forse in buona fede. Sottolineo il ‘forse’ perché, scendendo le scale con il suddetto giornalista, alla sua richiesta se poteva mettere il mio nome, gli ho risposto “veda lei”: lui, tutto tronfio della sua posizione di privilegio ha detto (e qui sono testimoni gli stessi ragazzi che erano con me): “Eh, capisco: noi possiamo permetterci di dire certe cose in nome del diritto di cronaca, mentre voi….”.
Incerti del mestiere, non il mio
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 28 gennaio 2004
Il mio pensiero trascritto da un giornalista:
( a proposito dei fatti di Trento)
- Ecco perché, anche ieri, molte ore di lezione sono state dedicate dai docenti al confronto con gli studenti. Lo ha voluto fare anche quel professore che insegna alla quinta C e che-al suono del campanello- è uscito dall’aula insieme ai suoi ragazzi: “Abbiamo parlato di ciò che è successo, ho insegnato loro la cultura del dubbio” e quella successiva “I responsabili di quell’attacco violento contro i manifestanti dovrebbero pagare”.-
Penso che qualsiasi lettore attento troverebbe alquanto scollegate queste affermazioni e non penserebbe siano state dette proprio da un insegnante di italiano. Bene, a parziale rettifica ho scritto una lettera al giornale affermando di non ritrovare in quelle parole il mio pensiero. Ho semplicemente detto che “se” (è questa la cultura del dubbio, mi sembra: costruire ipotesi per poter approfondire la verità ) si dimostrerà che non c’era necessità di un attacco così violento, i responsabili dovranno essere perseguiti. Ancora una precisazione, solo per la cronaca: alcuni testimoni dicono che non c’è stato lancio di ingiurie, altri testimoni invece li contraddicono e dicono che la polizia è stata fatta oggetto anche in quell’occasione di attacchi verbali. Io non c’ero e quindi ho semplicemente affermato il principio di non contraddizione: tra due affermazioni in contraddizione tra di loro, una NECESSARIAMENTE deve essere falsa. Non è compito mio stabilire quale. Ci sono video e testimoni che “parlano chiaro”.
Francesco
Alcuni ragazzi che …
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 27 gennaio 2004
… ieri, a Trento, hanno partecipato alla manifestazione contro il ministro Moratti (non so se i quotidiani nazionali ne riferiscono, comunque qui e qui trovate quelli locali on line) mi hanno manifestato il loro disagio e il loro rammarico per la presenza, all’interno del corteo, di uno sparuto numero di persone che non c’entravano niente e che hanno danneggiato il corretto svolgersi della manifestazione. Mi è piaciuta soprattutto l’autocritica di un ragazzo che, pur essendo fra i ‘capi’ del collettivo studentesco, ha confermato che qualcosa è sfuggito di mano. Ha condannato, ad esempio, il lancio di vernice e di uova marce contro polizia e pareti della scuola, ha condannato certe violenze verbali contro i poliziotti citando Pasolini. Con la stessa forza però, ha condannato anche una carica non necessaria, a manifestazione conclusa, contro una cinquantina di persone. Ancora una volta devo ammettere che mi piacciono, questi ragazzi. E mi illudo – forse lo desidero ardentemente- di aver avuto una pur piccola parte nella loro formazione, al di là del latino, al di là dell’italiano che ho loro insegnato.
Sono riuscito…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 26 gennaio 2004
(e per me è una conquista, credetemi), ad aggiungere qualcosa nel template del mio blog. Come si può vedere, ho aggiunto due link agli autori che in questi giorni sto leggendo. Non intendendomene troppo di linguaggio HTML, ho veramente ‘copiato’ le istruzioni e le ho incollate. Questo era quanto stavo provando poche ore fa: da allora altri quattro visitatori. E’ anche un invito a condividere, a consigliare o a commentare le letture.
Stavo per scrivere qualcosa
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 26 gennaio 2004
ed improvvisamente la pagina si riaggiorna: 2000 visitatori. Non avrei mai pensato di essere così seguito. Diciamo la verità : si scrive per essere letti, non c’è dubbio. E per me scrivere in questo blog significa dare forma ai miei pensieri. Non scrivo di getto, correggo e ricorreggo finché non mi sembra che l’espressione sia chiara e comprensibile; il numero dei visitatori mi sembra un ottimo stimolo a continuare e a migliorare. Grazie a tutti.
Francesco
Ricevo oggi…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 25 gennaio 2004
questo commento da un amico. Senza il suo permesso, sperando che non s’arrabbi, lo pubblico come post:
“Amo Ciro Di Pers. Davvero. Sono felice che lo fai conoscere ai tuoi studenti. E anche gli altri barocchi. Che ho sempre immaginati, non so quanto sensatamente, come degli eroi. Si battevano come leoni, per cavare dei versi da ogni cosa. Hanno allargato, fatto spazio. E hanno scritto un sacco di poesie brutte – vabbé, ma una letteratura è vitale quando c’è tanta letteratura brutta…”
E’ un immenso piacere, per me, semplice insegnante di liceo, ricevere commenti del genere da uno scrittore come Giulio Mozzi. Primo per l’autorevolezza dello scrittore stesso. Poi per le parole, che condivido in pieno. L’anno scorso ho dedicato ancora più tempo alla letteratura barocca, quest’anno ho scelto un altro percorso, ma non passa anno che non la tratti. Infine, perché -scusate l’immodestia- non può non far piacere vedere riconosciuti anche dall’esterno i propri sforzi. Questo commento, si licet, ripaga.
Francesco
Ho scritto una lettera al giornale
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 24 gennaio 2004
Egregio Direttore, leggo sul periodico “UIL-La voce libera della scuola” di dicembre 2003 uno stralcio riportato su un quotidiano locale e in questa rivista inserito. Testuali parole: “Stabiliti dalla Giunta Provinciale gli acconti: complessivamente gli aiuti pubblici coprono l’80% delle spese di gestione delle scuole di indirizzo ideologico. Alle private quasi 4 milioni di euro. Arcivescovile e Sacro Cuore in vetta alla lista dei contributi provinciali”. Mi sembra doveroso, nella polemica in corso relativa anche all’arrivo a Trento del Ministro Moratti, che il Suo giornale riporti come si è arrivati, in Provincia di Trento, ad un accordo del genere e attraverso quali delibere, in modo da sedare qualsiasi dubbio di legittimità o meno.
Non so se la pubblicheranno…
Appunti di viaggio
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 23 gennaio 2004
In classe, dopo un lifting…
“Le cose non si stimano per quello che sono, ma per quello che paiono. Valere e saperlo mostrare è due volte valere. Quello che non si vede è come se non esistesse. La ragione stessa non ha venerazione, dove non ha l’aspetto di essere tale. Sono molto più gli ingannati che gli uomini accorti: prevale l’inganno e si giudicano le cose dal di fuori. Vi sono cose molto diverse da quelle che paiono. La bontà esteriore è la migliore raccomandazione della perfezione interiore.”
Baltasar Gracián, Oracolo manuale e arte della prudenza, 1647. Gesuita spagnolo, fu un celebre predicatore e saggista.
Homo sine pecunia…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 21 gennaio 2004
IMAGO MORTIS (EST)
San Callisto Parmensis dixit.
Ieri sera…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 21 gennaio 2004
preparando le lezioni per oggi, ho disperatamente cercato un libro che ricordavo di aver letto ed ero sicuro di avere. Niente, né in studio, né in soffitta, né in garage (questi ultimi due sono il rifugio ultimo di tutti i libri che non stanno più in casa). Si trattava di un’edizione scolastica della Divina Commedia in cui il curatore affrontava l’argomento di Ulisse come una autocondanna da parte di Dante. Interessantissimo, ma non è qui il caso di discettarne. Ho telefonato ad un amico, ed ho avuto la risposta che aspettavo. Non so quante edizioni ho della D.C.: ne uso solitamente tre o quattro, le altre sono sparse nei vari luoghi di cui sopra. In tanti anni di insegnamento non so quante altre ne ho regalate. Non butto mai via i libri, ma è possibile che appena mi disfo di un libro, scopro che mi serve?
Una cosa non ho scritto…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 20 gennaio 2004
…ieri sera, ma la pensavo mentre le dita scorrevano sulla tastiera: “devo inventarmi qualcosa per stuzzicare la loro attenzione e curiosità ”. Pubblicato il post, mi sono messo alla ricerca di alcune poesie del Barocco italiano, che sapevo avere fotocopiato anni fa, promettendomi di usarle alla prima occasione. L’occasione era venuta: dopo una approfondita introduzione sul concettismo, sull’agudeza e sulla metafora, e gli ovvi riferimenti alla poetica della meraviglia, all’idea di ‘spettacolarizzazione della vita’ e alla tecnica del trompe l‘oil, effettuata nelle lezioni precedenti, ho deciso di leggere alcune poesie di Marino e di altri marinisti minori. In un crescendo di immagini siamo passati dall’ Orologio da rote di Ciro di Pers, alle Incenerite ossa d’umano cadavere di Antonio Basso, alla Zanzara di Gianfranco Materdona, alle Fere d’avorio ( = pidocchi) di Anton Maria Narducci, per chiudere davvero ‘in bellezza’ con “il dolce sentier tra mamma e mamma” in Seno di G.B.Marino. Ebbene sì, il discorso mi ha portato a fare un notevole salto temporale e mi sono lasciato un po’ andare con commenti sull’uso della pubblicità moderna, che a ben guardare è figlia di un certo modo di osservare ‘linguisticamente’ la realtà (“sfrizzola il velopendulo” è lo slogan che ha colpito di più), ma d’altra parte, come non potevo spiegare anche visivamente, in questo contesto di ‘poetica della meraviglia’ (e chi non sa stupir vada alla striglia), quell’esempio stupendo dato dal WONDERBRA? Non ci sono stati problemi di disattenzione.
Inizia oggi…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 19 gennaio 2004
per noi, il secondo quadrimestre. Non sono convinto che questa cosa vada bene. L’autonomia degli Istituti, intendo. Ogni scuola (o Istituto comprensivo) può decidere quando finire un quadrimestre, quando iniziare l’anno scolastico, in quali giorni fare vacanza. Una famiglia con più figli corre il rischio di non poter fare nessuna vacanza perché uno di loro ha ancora scuola, o peggio deve anticipare il rientro perché l’Istutito XY ha deciso di iniziare l’anno tre giorni prima di tutti gli altri Istituti della città (la scuola di mia figlia, ad esempio: c’erano diverse assenze, comprensibili. Settembre è un mese abbordabile per le vacanze). Comunque, al di là di questo, c’è aria di svacco in classe. Si è in attesa della famosa “autogestione”, e la svogliatezza impera sovrana. Questa mattina, ad esempio, ho tentato un approccio con il loro background culturale: “Ditemi tutto ciò che vi viene in mente su Augusto e l’età augustea”. Brainstorming, quindi mappa concettuale alla lavagna. Non si sentiva volare una mosca. Gli occhi però denunciavano la totale assenza di attenzione: persi nel vuoto, guardavano senza vedere ciò che scrivevo. Non sarebbe meglio una bella settimana corta con il lunedì come vacanza?
Fine settimana ad Arezzo
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 18 gennaio 2004
per il compleanno di un’amica. Questo è il posto dove si è svolta la festa. Ho rivisto persone che non vedevo da più di vent’anni… i ricordi sono riaffiorati e ci hanno nuovamente legati.
Nel post notturno di Mics
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 16 gennaio 2004
(15 gennaio, ore 2.15 a.m.) si legge un suo intervento amaro sui rapporti fra colleghi insegnanti a proposito di educazione e valutazione degli studenti. Fra le altre cose dice la sua opinione in maniera abbastanza coraggiosa: “non è vero che (gli studenti, ndr) non hanno logica e buon senso, hanno logiche e buon senso che forse fatichiamo a comprendere.” Bene. Prendendo spunto da questa osservazione, oggi ho provato ad “interrogarli” in maniera diversa. Ho dato una ventina di minuti per rispondere ad alcune domande di letteratura latina, su Petronio e il Satyricon. Successivamente, ho chiesto ad alcuni di leggere le loro risposte e ad altri di commentare quanto avevano sentito dai loro compagni e poi leggere le loro risposte. Così per tutte le domande. Alla fine, li ho sollecitati ad esprimere le loro opinioni anche su altri argomenti non inerenti alle domande, ma sempre riferiti all’argomento svolto. In questo modo, correggendo ed intervenendo dove ho ritenuto necessario, ho avuto un quadro generale della preparazione individuale, della capacità di ascolto e di rielaborazione scritta e orale (ho raccolto i loro fogli e li correggerò in un secondo momento). Questo mio nuovo modo di agire li ha a dir poco catturati: non li ho mai visti così presi dal desiderio di intervenire e poter dire la loro al di fuori dei soliti schemi dell’interrogazione tradizionale. A volte ci vuole poco. Basta solo volere. E sapersi mettere in discussione.
Per Mics, Floria…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 15 gennaio 2004
… tutti gli altri insegnanti, me compreso…
[...] Alla fine si alzò tra l’uditorio un ragazzotto dai capelli rossi, malinconico e cortese, che si mise a rimproverare il panel per aver trascurato l’aspetto più importante dell’educazione, quello floreale. “Noi siamo vasi di fiori” disse, “Voi dovreste coltivarci delicatamente, farci fiorire.”
Da Luigi Meneghello, Fiori Italiani.
Supplenza
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 15 gennaio 2004
Ora di supplenza,
questa mattina, nella stessa classe in cui tre giorni fa ho parlato di blog. Ho portato i ragazzi nel laboratorio di informatica e ho loro presentato la blogosfera. Qualcosa si sta muovendo…Venti persone che sto controllando con un sofisticato sistema di computer: sul mio video sto scrivendo il commento, su un altro monitor posso vedere ciò che ciascuno sta curiosando. Due soli stanno giocando, gli altri curiosano sui blog. Una decina si è già registrata… forse riesco a convincerne qualcuno a costruirne uno di classe: già alcuni studenti mi hanno prospettato l’idea di scrivere un racconto a più mani, seguendo le indicazioni dei vari commenti…
Sindrome paranoica…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 14 gennaio 2004
Aiuto! I visitatori di questo blog aumentano sempre più… cosa si aspettano da me? E’ vero che alla bufala dell’affermazione “Io scrivo per me” non ci crede più nessuno, ma la cosa comincia a diventare preoccupante… E se dopo questo post non mi legge più nessuno? E se qualcuno pensa che sia io a visitare di continuo i miei post? (quest’ultima cosa, lo confesso, mi è successa agli inizi dell’avventura: adesso tengo aperto il pannello di controllo e ogni tanto aggiorno la pagina. Il counter non si muove). Ma voglio veramente una platea – mi piacerebbe!- o ho paura del palcoscenico -e allora che ci faccio qui?
Andando a scuola…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 14 gennaio 2004
…questa mattina, dopo aver comprato il giornale, mi sono sorpreso a pensare. Sì, è stato un attimo particolare ed esaltante per me: si è formato un pensiero chiaro, distinto, con le parole che fluivano scorrevoli senza sovrapporsi ad altre. Nessuna canzone, nessuna preoccupazione per le lezioni della giornata. Ero riuscito ad eliminare il patchwork pensiero! Sono arrivato a scuola in discreto anticipo e mi sono messo alla tastiera. Niente. Il vuoto assoluto. L’attimo esaltante era svanito.
Finita la prima ora di lezione, riaggiorno il post. Ho letto l’episodio di Ulisse nella Divina Commedia: i ragazzi mi sono sembrati attenti. Ma avranno capito i miei riferimenti ai fraudolenti di oggi, alle polemiche sui limiti della scienza, al mito letterario dell’assunzione di droghe per approfondire la conoscenza di sé (anche questo, a ben vedere, può essere considerato un superamento dei limiti imposti, no?). Bene: pur concentrandomi sulla lezione, cercavo il pensiero di prima, volevo ritrovare il filo perduto, le parole, magari anche non le stesse, che prima si erano dipinte nella mente. E in sottofondo una musica, anch’essa fatta di sovrapposizioni. Che io abbia ormai il cervello ipertestualizzato?
Leggere…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 13 gennaio 2004
o rileggere le opere di Luigi Meneghello è un’ esperienza consigliabile, ma ho l’impressione che possa risultare difficile soprattutto per quell’aura fuori dal tempo che molte di esse hanno (Libera nos a malo e Pomo pero, soprattutto). Per me, nato in area veneta *** anni fa significa invece riscoprire parole, situazioni e sensazioni che erano sepolte nella memoria. Le confessioni in comune, ad esempio. Rileggo in Meneghello come avvenivano e mi vedo all’improvviso catapultato in una chiesa fredda, maschi da una parte e femmine dall’altra ad assistere alla ‘messa dei bambini’ (ho la vaga impressione che fosse ancora in latino, ma non ne sono sicuro) con suore impegnatissime a farci cantare: una a cadenzare gesticolando il tempo davanti a noi, altre su e già fra i banchi a vedere chi non cantava, e un sacerdote seduto su una di quelle sedie impagliate anni cinquanta che ascoltava le nostre confessioni. Io sono in piedi, a sciorinare le mie colpe declamando i comandamenti e tralasciando ovviamente quelli che non erano adatti alla mia età . Ed infatti il buon padre cercava di aggirare l’ostacolo con una serie di domande a volte imbarazzanti (Meneghello parla di atimpuri, io mi ricordo una frase terribile: “quante volti ti tocchi, al giorno?). Ma mentre scrivo, il ricordo non so dire se si appanna o se diventa “situazione letteraria”, cioè letta da qualche parte e vissuta così intensamente da diventare ricordo vivo e personale. Eppure le immagine nella mente ci sono… Sarò mai riuscito a dire al sacerdote che a volte giocavo ai dotòri?
Ecco gli autori dei…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 13 gennaio 2004
dei post precedenti: Elio Vittorini, da Diario in pubblico (8 gennaio) e Luigi Meneghello, da Jura (11 gennaio).
A proposito dei post precedenti…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 12 gennaio 2004
…un amico scrive in un commento: “Altoparlante mai, filtro sempre. Probabilmente è vero, scrivendo si ha tempo di far intervenire il filtro dell’autocensura su quanto si scrive, o meglio, no, non così negativo: scrivendo ci si rivolge a qualcuno, sempre, ma si ha tempo di pensare ad una possibile reazione e/o controreplica di questo/i qualcuno e si lima la forma ed il concetto. Poi, se il testo può andare bene per molti, bene, altrimenti vuol dire che si è scritto qualcosa di privato, e come tale lo si tratta. A volte, anzi spesso, l’interlocutore si è se stessi, e allora comprensibilmente si scrivono cavolate.“
Io penso che spesso si scrivono cavolate anche quando non si ha se stessi come interlocutori. Guaio ancor peggiore sarebbe (o meglio: è) esserne consapevoli (di scrivere cavolate e di scriverle per gli altri, intendo). Ma diciamocelo: cos’è una cavolata? Per il rag.Ugo Fantozzi poteva essere “La corazzata Potemkin” (veramente la definizione era più forte, ma penso si possa intendere come sinonimo), per me sicuramente “I miei primi quarant’anni” di M.R.di M., e per voi? Così, tanto per innocuo gioco al massacro, proviamo a stilare un elenco -soggettivo- di cavolate letterarie?
Questa mattina,…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 12 gennaio 2004
finita la lezione, nei minuti che mancavano all’inizio della ricreazione, ho voluto sondare il terreno: ho parlato di blog con gli studenti. Una brevissima introduzione ‘storica’, e poi via con le opinioni. Molti, ma non la maggior parte, ne era all’oscuro (è vero, molti giovani hanno con tutto ciò che riguarda il PC un rapporto di odio più che di amore); una buona parte ne ha sentito parlare ed alcuni qualche volta *ci ha messo il naso* (testuale: risatine e ammiccamenti hanno fatto capire che l’esperienza di qualcuno è mirata sui ‘contenuti’ di alcuni blog); alcuni ne hanno avuto un’impressione favorevole (uno, soprattutto, già esperto di scrittura creativa, ne ha riconosciuto le potenzialità ); due hanno detto di essere titolari di blog. Un ragazzo, in particolare, ha ammesso di averne addirittura due: in uno scrive *cazzate* (testuale, con la classe che è scoppiata a ridere), nell’altro *tenta di scrivere qualcosa di serio* (altrettanto testuale). Il suono della campanella ha interrotto la conversazione, ma allontanandomi dalla classe ho visto un certo interesse da parte dei compagni.
Penso che qualcosa di positivo ne possa uscire…
Riflessione veloce sul post di ieri sera
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 12 gennaio 2004
Probabilmente il filtro è dato dal ‘pensare a COME dire le cose che voglio dire a QUEL QUALCUNO che mi sta davanti’. Stile? *Grammatica*? … A me sembra tanto un esercizio di stile, una ponderatezza che fa dire l’essenziale e fa togliere il superfluo, un controllo dell’IMMEDIATEZZA che, per uno ‘scrittore’, anche quando ‘parla’, quasi sempre è deleteria. Voi che ne pensate?
Buona giornata a tutti!
Citazione
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 11 gennaio 2004
“Nel parlare, normalmente si è condizionati dalle circostanze, nel senso che il contesto in cui si parla determina il modo di parlare. A voi parlo come non parlerei a un gruppo di compagni d’infanzia o ai miei studenti. Cambiano il tono, il ritmo, l’accento, la fraseologia e (penso io) anche i contenuti. Nello scrivere non è¨ così. Si parla in mezzo agli altri, ma scrivendo si è soli. [...] Scrivendo ho l’impressione di usare un filtro, o forse si tratta di un altro tipo di aggeggio, che mi dà il senso di non dover gridare tra gente che grida.”
Chi condivide quest’affermazione di *** ? (Come al solito, tengo nascosto l’autore…)
S’è parlato di tutto iersera…
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 10 gennaio 2004
C’era Mics con FrateAmodeo, Amos e i suoi taccuini, Magda e le sue ricette, Giovanni e le sue foto sensuali, Ermete nella sua botte fonemizzante, Matteo tornato dal bosco vecchio, Cato e la sua maior senectus. Un futuro blogger, incuriosito dai nostri discorsi. Carne salada, pizza, piatto tipico. Arte, musica, letteratura: di tutto e di più. La musica di MTV sullo schermo e il chiacchiericcio a volume in crescendo. La birra rossa, due brezeln. Tre ore, volate.
Mangiato che ho,
Pubblicato da francesco in Senza categoria il 9 gennaio 2004
ritorno nell’osteria: quivi è l’oste, per l’ordinario, un beccaio, un mugnaio, dua fornaciai. Con questi io m’ingaglioffo per tutto dì giuocando a cricca, a tricche-trach, e poi dove nascono mille contese e infiniti dispetti di parole ingiuriose; e il più delle volte si combatte un quattrino, e siamo sentiti non di manco gridare da San Casciano. Così, rinvolto entra questi pidocchi, traggo el cervello di muffa, e sfogo questa malignità di questa mia sorta, sendo contento mi calpesti per questa via, per vedere se la se ne vergognassi. Venuta la sera, mi ritorno in casa ed entro nel mio scrittoio; e in su l’uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto i panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui uomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio e che io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro umanità mi rispondono; e non sento per quattro ore di tempo alcuna noia; sdimentico ogni affanno, non temo la povertà ; non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro.[...]
N.Machiavelli, Lettera a Francesco Vettori, 10 dicembre 1513